20 anni son passati da quando Sirj Tim Berners Lee mise online il primo sito web, più precisamente il 6 agosto 1991. Questa ne è la riproduzione ad opera del WWW consortium, meglio conosciuto come W3C. Quel giorno, infatti, un ricercatore del Cern di Ginevra pubblicò il primo sito web, nato da un suo progetto che prevedeva la semplificazione della condivisione di dati scientifici.
Beh, come possiamo intuire, in 20 anni ne è stata fatta di strada, pensando che il primo web server era un Apple NeXT raggiungibile all’indirizzo info.cern.ch, all’epoca chiamato nxoc01.cern.ch e che era raggiungibile solo su invito.
Partendo da un’idea di Vannevar Bush resa pubblica nell’articolo As We May Think e teorizzata con il progetto Memex, in molti hanno cercato di rendere più immediata la condivisione della conoscenza, fondamentale in ambienti di lavoro e di ricerca distribuiti, dei quali il settore scientifico è solamente una branca.
Grazie alla straordinaria visionarietà di Bush in primis e di Berners Lee come autore pratico, oggi abbiamo infinite potenzialità di comunicazione, sia ludica che scientifico-professionale.
La distribuzione capillare dei terminali (basta pensare alla diffusione degli smartphone e delle reti mobili) rende qualsiasi informazione accessibile. La funzione principale di condivisione scientifica si è andata fondendo con l’esperienza ludico-interattiva derivata dalla presenza dei social network, con l’esplosione commerciale della fine degli anni ‘90 che sta avendo un nuovo boom grazie al tam-tam che il web 2.0 ha creato (la condivisione di idee sulla bacheca facebook è figlia delle BBS degli anni ‘80), e, fusione di queste due realtà recenti, con un nuovo modo di comunicare all’interno del posto di lavoro (Google Inc. con i servizi Calendar, Document e probabilmente con i neonati Google+ e What Do You Love si sta riprendendo quella leadership che ultimamente rischiava di perdere).
Il World Wide Web sembra ad un punto di arrivo, ma è solo un’illusione.È già in atto il cantiere che porterà al Web 3.0, nome in codice Web Semantico (definizione data anche questa da Berners Lee), ovvero l’evoluzione del progetto originale di Bush. I web semantico porterà la catalogazione delle informazioni ad un livello più simile a quello della mente umana (come descritto nell’articolo sopracitato di Bush), in cui i collegamenti non saranno affidati alla creazione di parole chiave, ma alla pertinenza logica tra la ricerca e il risultato: un giorno non digiteremo più “prenotazione aereo tahiti” ma “come posso volare fino a tahiti?”. E il risultato non sarà esclusivamente una lista di vettori aerei, ma saranno incluse altre informazioni attigue e, perché no, opinioni altrui su Tahiti e sull’ospitalità.
Il web sta già vivendo la seconda vecchiaia, ma è già pronto alla terza giovinezza. Avanti il prossimo Tim Berners Lee che pianificherà, la quarta, la quinta, e chissà quante altre. Tanti auguri WWW, e un sentito grazie a Tim, a Vannevar e a tutti coloro che hanno collaborato, collaborano e collaboreranno per migliorare questo progetto (e la rete globale).
In attesa del prossimo 20esimo compleanno!

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